Federazione di Caserta


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Anche a Caserta è partita, con entusiasmo e tanta voglia di partecipazione, la Conferenza Provinciale delle Donne Democratiche. Nelle decine di circoli che formano il tessuto democratico del partito in Terra di Lavoro, abbiamo avuto – ed ancora ne avremo – incontri e assemblee pubbliche con tutte le iscritte e le simpatizzanti che ogni giorno lavorano ed operano sui nostri territori.

La nostra è una provincia difficile come e, forse, di più delle tante province di questo Mezzogiorno: la crisi economica, lo sappiamo, si riverbera inevitabilmente anche nel sociale. Se essere cittadini di questo Mezzogiorno oggi è difficile, essere donna richiede un impegno ancora maggiore. La fabbriche che chiudono, la sanità a pezzi, la criminalità organizzata sono fattori che richiedono un cambio di rotta forte; noi donne siamo in prima linea a subirne gli effetti. Ma siamo pronte anche ad essere in prima linea per creare un'alternativa.

Molti dei nostri Comuni sono chiamati al voto; le elezioni amministrative sono certamente uno strumento importante per ripensare il governo dei territori in termini di welfare, servizi, partecipazione. Come Conferenza provinciale delle Donne siamo al fianco delle donne candidate. Abbiamo lavorato per la formazione di liste che rispettassero la parità di genere e, soprattutto, abbiamo chiesto che la valorizzazione effettiva delle competenze e del merito non si esaurisca nel pur fondamentale momento di formazione delle liste ma che, al contrario, possa essere perseguita anche successivamente al voto, riconoscendo l'impegno ed il contributo delle donne candidate, anche non elette. Ma, ancora di più, abbiamo chiesto un impegno serio per l'attuazione di concrete politiche di genere: consultori, servizi sociali, assistenza alle famiglie con disabili, asili nido, sicurezza, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

A Caserta la capolista del Partito Democratico è donna, già capogruppo uscente; abbiamo una candidata sindaca di coalizione di centrosinistra in un comune con più di 15mila abitanti ed una candidata sindaca Pd in un Comune sino a 15mila abitanti; in altro comune si è raggiunta la perfetta parità uomo donna nella composizione della lista; su un totale di 29 comuni al voto sono una cinquantina le donne iscritte al Pd candidate nelle liste. Senza contare le tante donne di partito impegnate comunque in campagna elettorale, nelle retrovie dell'organizzazione, della comunicazione, e della militanza quotidiana. C'è dunque, anche a Caserta, un buon punto di partenza, una base importante da cui partire per avviare un percorso che ci faccia arrivare ad un partito davvero paritario, e, soprattutto, ad una società che davvero, al di là degli slogan, rispetti la parità di genere. Una società in cui si parli di ampliare la sfera dei diritti civili e sociali di ciascuno di noi, ed in cui non ci sia più bisogno di stare qui a raccontarci quanto ancora c'è da fare per la parità di genere.

Tutte queste energie sono un patrimonio prezioso che noi non solo non intendiamo disperdere, ma anzi dobbiamo valorizzare, rilanciare e potenziare. Ce lo chiedono le donne del partito ma, soprattutto ce lo chiede una società che, da Roma a Caserta, per migliorare deve cambiare radicalmente, a cominciare dall'affermazione di un principio sacrosanto: il rispetto della dignità delle donne. D'altronde… se non ora quando?

ROSIDA BAIA
Coordinatrice DONNE PD CASERTA